Martedì, 05 Settembre 2017 10:18

Bar, Fiesole (FI), 2007

Un piccolo edificio in pietra, ferro e vetro, destinato a caffè, situato in un contesto delicatissimo, il teatro romano, il museo e la chiesa subito dietro, con il suo campanile in pietra. Si è cercato il difficile equilibrio.  Abbiamo raccontato sulle vetrate  il sito archeologico etrusco. Un sistema di chiusure ed aperture con impacchettamento permette di vivere il locale totalmente chiuso o totalmente aperto ma coperto.

Martedì, 05 Settembre 2017 09:33

Borgo di Fontebussi, Arezzo, 2008

Sulle prime colline del Chianti salendo dal Valdarno si trova il borgo di Fontebussi, piccolo paese interamente dedicato alla ricettività turistica. L’intervento è stato legato alla ristorazione con la realizzazione di nuovo spazio per ospitare convention e matrimoni, dotato di sale e cucine. L’area scelta per la nuova costruzione si trovava in fondo al paese, un pendio verde, completamente da ridisegnare, sormontato da un borgo di piccole case in pietra una appoggiata all’altra. In un contesto così delicato si è intervenuti sfruttando lo spazio ipogeo per realizzare un edificio che “non si vede”, trasformando il ripido pendio in terrazze verdi sostenute da muri di pietra locale. Il primo terrazzamento, alla base del pendio è il più importante, alleggerito con archi in mattoni a richiamo delle tradizionali limonaie, cela la sala e le cucine. La copertura del nuovo edificio è arricchita da un orto con cassoni in legno e muretti in pietra e con camminamenti che si raccordano perfettamente con l'andamento delle murature a secco preesistenti che accompagnano il percorso verso il paese.

Martedì, 05 Settembre 2017 09:22

Villa, Maremma, 2017

Una collina subito sopra alle chiome delle sughere, con vista su Montepescali, è diventata il luogo dove costruire una apparentemente piccola casa ad un piano, realizzata con le pietre di scavo dai molti colori. La pietra delle murature contrasta con l’arancione degli infissi e con l’acciaio corten delle persiane metalliche fisse ma orientabili. Questo piccolo edificio ad un piano, ad una visita completa si rivela come un edificio a due piani con corte interna.

Internamente è improntato da una grande semplicità, nel rispetto delle esigenze della proprietà.

Martedì, 05 Settembre 2017 09:00

Cantina vinicola, Greve, 2010

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Martedì, 05 Settembre 2017 08:33

Busajo Campus, Etiopia, in corso

Ha collaborato al progetto l'architetto Danilo Gentili.

Il progetto Busajo Campus è il racconto di una storia di cooperazione internazionale che presuppone la capacità di un interscambio culturale di alto livello. È la storia di un gruppo di persone appartenenti al mondo occidentale “privilegiato” che devono interagire culturalmente, socialmente e tecnicamente con una parte molto fragile di una società del “sud del mondo”. Busajo Campus è una struttura territoriale che offre accoglienza, consiglio e formazione a bambini e ragazzi “di strada” di Soddo, una città di media grandezza nella zona centro meridionale dell’Etiopia. Le attività del Campus, in collegamento costante con le autorità governative, sono volte a contrastare il forte incremento di bambini di strada e dell’inquietante fenomeno della prostituzione minorile femminile. 

Martedì, 05 Settembre 2017 08:19

Villa, Istanbul, in corso

Lunedì, 04 Settembre 2017 15:38

home SPA, Fiesole (FI), 2010

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Lunedì, 04 Settembre 2017 11:39

Teatro Niccolini, Firenze, 2015

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Lunedì, 04 Settembre 2017 10:35

Diesel, Firenze, 2004

Un grande lavoro di unione tra due palazzi, di consolidamento delle strutture deteriorate, e di restauro, essendo l’immobile un edificio vincolato. Il progetto ha previsto principalmente il nuovo taglio degli spazi, funzionali alle necessità della proprietà, e successivamente l’inserimento degli arredi così come disegnati dallo studio stile della Diesel. 

Lunedì, 04 Settembre 2017 10:26

Mignon Donna, Lucca, 2008

La casa di moda al piano superiore come nelle tradizioni degli anni ‘50 e ’60. Un intero palazzo è stato restaurato e “tagliato” per accogliere il più importante negozio di moda a Lucca: Mode Mignon. La scommessa consisteva nel riuscire a mantenere la consuetudine di salire al primo piano, rituale presente nella sede precedente. Il portone aperto, l’ingresso punteggiato da alte teche in vetro contenenti i manichini, che guidano verso la scala, fa sì che ci si trovi davanti alle scale quasi senza accorgersene. All’interno due piani collegati da una comoda scala e un doppio volume che rende visibile i due piani tra loro. Le strutture sono semplicissime: un grande banco in legno e vetro, una scala in ferro e vetro, e porte scorrevoli che dividono interi vani trasformandoli in sale o camerini privati, facendo percepire l’esclusività del luogo.

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