Giovedì, 11 Febbraio 2021 16:35

Villa Chianti, 2020

Una colonica toscana risalente all’XI secolo, con un granaio annesso, immersa in un ampio giardino di tre ettari all’interno del dolce paesaggio collinare del Chianti fiorentino.

L’edificio era stato oggetto, negli anni ’70, di interventi non coerenti con la sua spazialità originaria.

L’obiettivo è stato quindi un lavoro sulla ripulitura della distribuzione, che ha liberato alcuni ambienti principali da precedenti frammentazioni, restituendo una spazialità più fluida e unitaria. Il tutto sia nel rispetto dell’impianto originale, che, al contempo, nella volontà di ottenere una qualità degli ambienti più vicina alla sensibilità contemporanea: maggiore permeabilità visiva, più dialogo fra spazi contigui, linearità.

Martedì, 05 Settembre 2017 10:18

Bar, Fiesole (FI), 2007

Un piccolo edificio in pietra, ferro e vetro, destinato a caffè, situato in un contesto delicatissimo, il teatro romano, il museo e la chiesa subito dietro, con il suo campanile in pietra. Si è cercato il difficile equilibrio.  Abbiamo raccontato sulle vetrate  il sito archeologico etrusco. Un sistema di chiusure ed aperture con impacchettamento permette di vivere il locale totalmente chiuso o totalmente aperto ma coperto.

Venerdì, 01 Settembre 2017 11:12

Teatro del sale, Firenze, 2003

Sant’Ambrogio a Firenze, quartiere popolare, location accanto al mercato. Si interviene in quello che una volta era un magazzino del mercato, e, negli ultimi decenni un laboratorio di marmista. Due fondi su strada, un locale interno, alcuni vani scollegati, si studia come trasformarlo in un locale adatto allo spettacolo, un piccolo teatro vero e proprio con palcoscenico e tecnici. Si lavora sulle quote lasciando una rampa di accesso, quasi che la strada entri dentro. Si taglia lo spazio creando un negozio che immette, creando una s, nel locale teatro e somministrazione. Un fronte vetrato raccoglie la “macchina” della cucina al piano terra con vetro trasparente e gli impianti al piano superiore chiusi da vetri rossi. Le basi delle colonne in cemento per l'abbassamento dovuto ai macchinari, diventano appoggi in ferro per gli avventori. Il lato destro verso il palcoscenico, rimane alla quota originaria, più alta. All’interno poltrone da salotto si alternano alle cento sedie da regista rosse. Porte e molti altri elementi di recupero, come il bancone, completano il teatro del sale.