World Writing Museum, 2017

  • gruppo di progetto: André Benaim, Fabio Azzato, Stefano Combet
  • strip_color1: #b8a96e
  • strip_color2: #cdc5c2
  • strip_color3: #398d0b

in collaborazione con:

Amir Asgari Daryan

Fernando Blanco Gutiérrez de Rueda

Il nuovo museo è concepito per essere quanto più possibile parte dell’area verde su cui affaccia, in modo tale da creare una forte continuità tra gli spazi aperti del parco e gli spazi pubblici dell'edificio. Le funzioni multiple all'interno del museo devono essere ospitate in spazi nei quali la connessione con l'esterno è l’obiettivo più importante. Inoltre, la maggior parte degli spazi pubblici ha una vista esterna, grazie a una pelle permeabile, che garantisce un buon livello di ombreggiamento e allo stesso tempo consente un contatto visivo con il panorama circostante. Questa seconda pelle, caratterizza fortemente sia l'aspetto interno che esterno dell’edificio. Il motivo scelto è ispirato alle decorazioni tradizionali di buon auspicio, che si possono trovare sulle pareti esterne del Palazzo Gyeongbokgung. La disposizione degli spazi interni segue la direzione orizzontale dell'edificio, ad eccezione di un nodo strategico caratterizzato da una doppia e tripla altezza, che sottolinea l'importanza degli spazi comuni quali i collegamenti verticali (hall) e la biblioteca. Nelle sale espositive una doppia altezza consente di ospitare opere d'arte più alte, con un effetto scenografico. La stessa permeabilità visiva della pelle esterna “piatta”, è raggiunta in 3 dimensioni con l'articolazione multidirezionale degli spazi interni.