MEIS, Ferrara, 2010

  • gruppo di progetto: André Benaim, Fabio Azzato
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  • Titolo esteso: Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, Ferrara, 2010

Con ipostudio architetti srl e aei progetti

Due principi si mettono in essere per trasformare il luogo, luogo della sofferenza e dell’esclusione, troppo simile alla vicenda culturale e storica del popolo ebraico, in uno di vita e di cultura, per sublimarlo in una nuova condizione. Il progetto intende sfruttare la struttura esistente, chiusa, limitante, oppressiva dell’ex-carcere, coinvolgendola in una trasformazione concettuale che la rende aperta, parte del tessuto urbano, luogo di scambio culturale di accettazione delle minoranze, agorà contemporanea. La prima azione progettuale si esplica fisicamente nell’operare un “taglio” all’edificio esistente realizzando uno smontaggio che lascia ben visibile la muratura sopra il piano di calpestio. Ne risulta un “podium” che diviene la base della struttura del museo; al di sopra, alla quota della città, un giardino pensile aperto alla città restituisce questo luogo segreto alla città stessa, rendendolo così accessibile e vivibile. I negativi diventano positivi: dallo spazio libero delle corti sorgono due nuove torri che emergono dal “podium”. Due torri diafane, traslucide, dialogano con la città, segno evidente e manifesto della presenza del nuovo museo.